“Cara me”, in mostra le opere delle giovani con disturbo borderline FOTO E VIDEO

Un centinaio di persone alla biblioteca di Castellanza per l’apertura della mostra “Cara me”, che ospita i lavori grafico pittorici delle ragazze della Comunità Alda Merini, parte della rete de “Il Sentiero”

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C’erano un centinaio di persone giovedì 28 novembre alla biblioteca di Castellanza per l’apertura della mostra “Cara me” (visitabile fino a sabato 30), che ospita i lavori grafico pittorici delle ragazze della Comunità Alda Merini, parte della rete de “Il Sentiero”. Un evento che esplica l’interesse di Young Inclusion (di cui “Il Sentiero” è partner) nel favorire l’inclusione sociale di giovani con disturbo di personalità borderline, che della comunità Alda Merini sono appunto ospiti e che qui s’approcciano all’arte quale strumento d’espressione. «I laboratori che svolgiamo nella nostra struttura hanno la finalità di portare ad una autonomizzazione delle giovani, ma pure ad esprimersi», sono state le parole di Carlo Arrigone, psicanalista e presidente del Sentiero. «Con tutte le difficoltà emotive che queste donne vivono è importante che esse possano trovare canali espressivi diversi dalla parola».

In sala decine di disegni e quadri realizzati dalle ragazze: raccontano un mondo fatto di rabbia e difficoltà, ma pure domande e ricerca di sé. «Che fine ha fatto il nostro desiderio?», è il quesito che pone una delle opere d’arte e che inchioda i visitatori. Il laboratorio di arte è tenuto, ogni martedì mattina, da Mariangela Grassi, insegnante di arte e immagine: «Per me ha significato mettersi in gioco, disegnare con le ragazze ha anzitutto fatto crescere me». Alla serata inaugurale, cui erano presenti anche il sindaco di Castellanza Mirella Cerini e l’assessore Cristina Borroni, hanno partecipato anche alcune delle ragazze ospiti della Comunità. Alcune di loro hanno pure letto dei testi da loro scritti durante il laboratorio di scrittura creativa, un’altra delle vie particolari con cui la comunità valorizza l’arte a fini riabilitativi. Alla lettura hanno collaborato anche alcuni membri del corso di lettura espressiva promosso dalla Biblioteca di Castellanza.

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